La sicurezza è oggi un fattore strategico per la stabilità del sistema finanziario e per la crescita dell’economia. In uno scenario caratterizzato dall’accelerazione tecnologica, dalla diffusione dell’intelligenza artificiale e da crescenti tensioni geopolitiche, non è più sufficiente affrontare le singole minacce: serve una visione integrata, capace di mettere in relazione tecnologia, organizzazione, persone e cooperazione tra pubblico e privato. È questo il messaggio di Veronika Vavrova, Responsabile Operational Governance dell’ABI, intervistata da Class CNBC in vista della prima edizione di WeSeC, il Salone dedicato alla sicurezza integrata promosso dall’Associazione Bancaria Italiana.» L’attività dell’ABI parte dallo studio del contesto per comprendere l’evoluzione delle minacce e dei possibili strumenti di resilienza», spiega Vavrova. L’obiettivo è «creare spazio per il pensiero strategico», ma soprattutto «piattaforme per lo scambio di informazioni e la sensibilizzazione» tra banche, esperti, istituzioni e cittadini. «Lo scenario è complesso ed è fondamentale condividere esperienze e buone pratiche». Il forum WeSec nasce proprio con questa finalità: affrontare la sicurezza in tutte le sue dimensioni. Il programma della prima edizione si articolerà attorno ad alcuni filoni principali. «Il primo focus riguarda la dimensione della sicurezza informatica e le frodi informatiche», spiega Vavrova. A questo si affiancheranno i temi della sovranità tecnologica e della protezione delle infrastrutture strategiche, oltre a uno spazio dedicato ai nuovi strumenti e all’intelligenza artificiale, destinata a trasformare profondamente sia le capacità di prevenzione e difesa sia le modalità con cui vengono condotti gli attacchi informatici. Tra gli elementi di maggiore novità emerge il concetto di sicurezza integrata, che supera la tradizionale distinzione tra sicurezza fisica e sicurezza digitale. «Si tratta di un fenomeno in rapida evoluzione che integra sicurezza fisica e sicurezza digitale», osserva Vavrova. A fare da filo conduttore ai diversi temi sarà la diffusione della cultura della sicurezza, considerata il presupposto indispensabile per rafforzare la resilienza dell’intero sistema. «La cultura della sicurezza deve raggiungere tutti», sottolinea Vavrova. Per questo WeSec si propone come un appuntamento aperto non soltanto agli operatori del settore finanziario, ma anche a imprese, professionisti e cittadini. «Soprattutto nella sicurezza informatica, l’errore individuale può avere effetti amplificati»: accrescere la consapevolezza di ciascuno rappresenta, quindi, uno degli strumenti più efficaci di prevenzione. Un ruolo centrale è attribuito anche alla collaborazione tra gli attori protagonisti del mondo bancario. «I presidi di protezione sono robusti, ma con l’evolversi delle minacce una falla rischia di compromettere l’intero sistema», osserva Vavrova, spiegando come la sicurezza richieda reti solide di cooperazione. «Creare reti significa prima di tutto favorire lo scambio di informazioni qualificate tra banche e operatori finanziari, ma anche sviluppare partnership pubblico-private con istituzioni come la Banca d’Italia e le Forze di Polizia». A queste si affiancano iniziative di cyber-education rivolte ai cittadini, con programmi di informazione e formazione dedicati ai rischi digitali. La crescente interconnessione tra cybersicurezza, innovazione tecnologica e scenario geopolitico rende la sicurezza una leva sempre più strategica per il sistema economico. In questo contesto, WeSec vuole offrire un luogo di confronto tra istituzioni, imprese, banche e mondo della tecnologia per favorire una visione condivisa delle sfide future e contribuire alla costruzione di un ecosistema della sicurezza sempre più resiliente.
Vavrova: «Verso una nuova cultura della sicurezza» | MilanoFinanza News
Cybersecurity e innovazione al centro della prima edizione di WeSec







