Marco Elio Rottigni, Direttore Generale dell’ABI
La sicurezza è ormai una leva strategica per il settore bancario. La crescente digitalizzazione dei servizi, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e uno scenario geopolitico sempre più incerto impongono infatti un ripensamento dei modelli di protezione, non solo sul piano tecnologico ma anche sotto il profilo organizzativo e della governance.?È il messaggio lanciato da Marco Elio Rottigni, Direttore Generale dell’ABI, intervistato da Andrea Cabrini su Class CNBC, in vista della prima edizione di WESEC, il Salone della Sicurezza promosso dall’Associazione Bancaria Italiana in programma il 22 e 23 settembre a Milano.?«La crescente digitalizzazione dei servizi finanziari ha ampliato le opportunità per clienti e operatori, ma ha anche comportato un aumento della superficie di attacco delle banche», osserva Rottigni. Gli istituti di credito, ricorda, rappresentano infrastrutture strategiche e sono quindi esposti a minacce informatiche sempre più sofisticate. «Non si tratta soltanto del rischio di sottrazione illecita di dati o risorse economiche, ma anche della possibilità di compromettere la continuità operativa e avere effetti sulla fiducia nel sistema finanziario. In questo contesto, la resilienza digitale diventa una priorità assolutamente strategica».?Per il Direttore Generale dell’ABI la sicurezza nel settore bancario poggia su due pilastri: la tutela dei clienti e la stabilità dell’intero ecosistema finanziario. Per questo è necessario rafforzare sia la consapevolezza degli utenti sia la collaborazione tra banche, partner tecnologici e tutti gli attori dell’eco sistema digitale. Uno dei temi centrali è l’impatto dell’IA sulla sicurezza. Secondo Rottigni, «l’intelligenza artificiale richiede un ripensamento completo del modo in cui vengono gestiti l’informatica, i dati e i servizi digitali. L’intelligenza artificiale è straordinariamente potente, ma proprio per questo può essere anche pericolosa. E, come ogni tecnologia potente, richiede controllo». Le nuove applicazioni consentono infatti di individuare vulnerabilità e rafforzare le difese con maggiore efficacia, ma riducono anche il tempo che separa la scoperta di una debolezza dal suo possibile sfruttamento da parte degli attaccanti. «La sicurezza tecnologica non può essere considerata un traguardo raggiunto una volta per tutte. È invece un processo continuo di evoluzione, innovazione e miglioramento», sottolinea Rottigni, evidenziando come le banche italiane siano già impegnate a rafforzare le proprie capacità di prevenzione, rilevazione e risposta agli attacchi informatici. In questo percorso un ruolo importante è svolto anche dal quadro normativo europeo, a partire dal regolamento DORA, che punta a rafforzare la resilienza operativa digitale dell’intero sistema finanziario. Tuttavia, avverte Rottigni, la conformità alle regole da sola non basta. «Limitarsi alla compliance significa dire: ‘Ho spuntato tutte le caselle previste, quindi sono a posto’. Rischia di essere un approccio riduttivo». La sicurezza, aggiunge, richiede responsabilità, capacità di adattamento e una visione che vada oltre il semplice rispetto degli obblighi normativi. La riflessione si estende anche ai rischi geopolitici, ormai parte integrante della gestione bancaria.»La capacità di svolgere analisi geopolitiche diventa un importante fattore di competitività e uno strumento essenziale per sostenere e proteggere il tessuto imprenditoriale», afferma il Direttore Generale dell’ABI, richiamando anche il progetto ABIATLAS, nato per promuovere analisi, formazione e networking internazionale sui temi del rischio geopolitico. Proprio per favorire una cultura della sicurezza sempre più integrata, ABI promuove WESEC, il Salone dedicato ai temi della sicurezza, alla resilienza operativa e ai rischi geopolitici, in programma il 22 e 23 settembre al MiCo di Milano. Un appuntamento pensato per mettere a confronto banche, istituzioni, imprese e operatori di settore su una sfida destinata a evolversi sempre di più.








