Marco Elio Rottigni, direttore generale dell’Abi (Associazione bancaria italiana), quanto è importante il tema della sicurezza per il settore bancario?
«L’Abi pone il tema della sicurezza al centro delle sue attività, sviluppandolo in sinergia con le banche anche attraverso iniziative pubblico-privato e strutture dedicate: ABI Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Abi, e Ossif, il Centro di Ricerca dell’Abi sulla Sicurezza Anticrimine che coordina iniziative su tutti i territori. La sicurezza è una priorità assoluta per le banche anche alla luce dei recenti cambiamenti nello scenario geopolitico. Il contrasto e la prevenzione di minacce che sfruttano sistemi innovativi, come l’intelligenza artificiale, richiedono all’intero settore bancario un impegno costante e ingenti investimenti, di circa 1 miliardo di euro l’anno, destinati alla protezione fisica e cyber».
La situazione della Puglia è particolarmente delicata o in linea con i riferimenti nazionali?
«In Puglia si rileva, in particolare, una recrudescenza degli attacchi agli Atm degli sportelli bancari, per questo la nostra attenzione è massima. Per potenziare le misure di prevenzione e i presidi per la sicurezza dei territori, a tutela di banche e cittadini, abbiamo lanciato con la prefettura di Bari l’iniziativa “Territori sicuri”, che abbiamo poi avviato anche con la Prefettura di Torino, proseguendo il suo piano di estensione nazionale. L’iniziativa rafforza il dialogo tra privati, Prefetture e Forze dell’Ordine attraverso un tavolo permanente e un modello di cooperazione fondato su tre pilastri: l’integrazione informativa, l’azione preventiva congiunta e una lettura investigativa unitaria del fenomeno».










