Femminicidio Bifano: Carmela uccisa con ferocia. L’assassino avrebbe prima tentato di strangolarla per poi finirla a sassate. I primi esiti dell’autopsia. In carcere il marito della donna di Corigliano Rossano.
CORIGLIANO ROSSANO – Dettagli drammatici nell’inchiesta sulla morte di Carmela Bifano (73 anni), trovata priva di vita nell’agrumeto di famiglia in contrada Torre Voluta, a Villaggio Frassa (Corigliano-Rossano). I primi esiti dell’esame autoptico, eseguito presso il Policlinico “Dulbecco” di Catanzaro dalla professoressa Isabella Aquila, rivelano che la donna è stata vittima di una vera e propria ferocia: l’assassino avrebbe dapprima tentato di strangolarla – probabilmente utilizzando un nastro o un laccio – per poi scagliarsi contro di lei e colpirla per ben otto volte al capo con un corpo contundente compatibile con le pietre insanguinate sequestrate sul posto dagli investigatori.
LA FEROCIA DEL FEMMINICIDIO DI CARMELA BIFANO E LA LINEA DIFENSIVA DELL’INIZIALE INDAGATO
Un dettaglio che aggrava drammaticamente la brutalità del delitto e che si inserisce in un quadro indiziario sempre più complesso, sul quale continua a pesare la posizione del marito Pietro Scintu, 76 anni, attualmente unico indagato e recluso nel carcere di Castrovillari con l’accusa di femminicidio. Nonostante la durezza dei rilievi medico-legali, la difesa dell’anziano – affidata all’avvocato Leonardo Graziadio (nominato d’ufficio e confermato dall’indagato) – si appresta a dare battaglia davanti al Tribunale del Riesame per ottenere la scarcerazione e la concessione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.












