Le aziende stanno investendo miliardi nell’intelligenza artificiale. La usano per scrivere documenti, analizzare dati, sviluppare software, assistere clienti e automatizzare interi pezzi di lavoro. Eppure la produttività economica non è ancora aumentata quanto ci aspettavamo. Com’è possibile che le imprese adottino una tecnologia capace di svolgere in pochi secondi compiti che richiedevano ore e il sistema continui ad andare alla velocità di una riunione su Teams in cui per i primi dodici minuti qualcuno dice: «Non vi sento»? È il mistero economico che voglio risolvere. E per farlo serve la fisica dei sistemi complessi.
La produttività misura quanto valore produciamo con una certa quantità di lavoro. Se prima impiegavo tre ore per preparare un rapporto e adesso, grazie all’IA, ne impiego una, sembrerebbe fatta: produttività triplicata, champagne, rivoluzione industriale e post celebrativo su LinkedIn con fotografia davanti a una vetrata. Ma ciò che vale per una persona non vale automaticamente per un’azienda, e ciò che vale per un’azienda non vale necessariamente per un Paese.Un sistema complesso è formato da molti elementi collegati tra loro: lavoratori, imprese, software, banche, norme, clienti, fornitori, amministrazioni. «Complesso» non significa semplicemente complicato. Un cassetto pieno di cavi è complicato; l’economia è complessa perché ogni elemento modifica gli altri. Se acceleriamo un punto della rete, il risultato finale dipende da tutto ciò che gli sta intorno.







