Di: Noëmi Ackermann (SRF), articolo originale - sf, adattamentoChi non conosce le immagini della Verzasca o della celebre locanda Aescher? Paesaggi spettacolari, almeno finché nelle fotografie compaiono poche o nessuna persona. Entrambi i luoghi sono però diventati virali sui social media e, poco dopo, sono stati presi d’assalto dai turisti.Ora tra gli influencer si sta però affermando una nuova tendenza: l’hashtag #nogeotag. L’idea è semplice: evitare di indicare con precisione la posizione da cui vengono pubblicate foto e video, contribuendo così a proteggere gli ambienti naturali più fragili da un afflusso eccessivo di persone.Turisti in fila per una foto alla locanda AescherKeystoneI social media rappresentano al tempo stesso una benedizione e una maledizione per le destinazioni turistiche. Ne è convinto Stefan Forster, responsabile del settore di ricerca Turismo e sviluppo sostenibile all’Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW).Secondo Forster il fenomeno che trasforma luoghi poco conosciuti in mete turistiche di grande richiamo non è però una novità. “In passato c’era, per esempio, la cartolina inviata da Grindelwald; più tardi sono arrivate guide di viaggio come la Lonely Planet sulla Thailandia. Oggi sono gli influencer a far conoscere luoghi spettacolari come il lago di Oeschinen”.Se cambiano gli strumenti di comunicazione il meccanismo resta dunque lo stesso: immagini suggestive e racconti di viaggio contribuiscono a trasformare località considerate paradisi naturali in mete turistiche molto popolari.Lo spettacolare lago di Oeschinen è una metà sempre più gettonataKeystoneAnche Svizzera Turismo conosce bene il fenomeno ma non condivide l’idea di omettere deliberatamente l’indicazione dei luoghi. In una presa di posizione l’organizzazione sottolinea infatti l’importanza della trasparenza: “Proprio in un’epoca caratterizzata da contenuti generati dall’intelligenza artificiale e sempre più intercambiabili la trasparenza, il contesto e un’indicazione chiara e verificabile delle fonti o dei luoghi sono più importanti che mai”.Il Club Alpino Svizzero (CAS) ha già maturato esperienza con una campagna legata all’hashtag #nogeotag. Nel 2021, durante il periodo della pandemia di Covid-19, il CAS ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro il campeggio selvaggio.“In luoghi già molto conosciuti, come ad esempio il Cervino, non è un problema geolocalizzare il posto. Ma se si vuole che resti una meta poco conosciuta allora non lo si dovrebbe fare”, sottolinea Philippe Wäger, responsabile del settore Capanne e Ambiente del CAS.Secondo Wäger è importante che ognuno rifletta attentamente su quali luoghi geolocalizzare e quando invece limitarsi a indicare solo una regione. Esiste infatti un gruppo crescente di persone sensibili a questo tema. Tra queste vi sono sia residenti, sia turisti, oltre ad arrampicatori ed escursionisti.Anche all’estero il fenomeno è ben noto. Un post dell’influencer Yvonne Pferrer ha suscitato polemiche su Instagram. L’influencer si era arrampicata fino a una piscina naturale nel Berchtesgadener Land, in Baviera, e aveva pubblicato contenuti sui social. La direzione del parco ha contattato l’influencer per discutere della questione, inizialmente con l’intenzione di chiederle di eliminare il post. Pferrer ha quindi modificato il contenuto pubblicato.Dei ranger virtualiPer l’esperto di turismo Stefan Forster i social media possono essere anche parte della soluzione: “Se non si indica esattamente dove si trova un luogo si rischia di aumentarne ancora di più l’attrattiva, rendendolo ancora più misterioso”.Sarebbe meglio, secondo Forster, puntare sulla gestione dei flussi turistici, come già avviene in alcune destinazioni. Nei parchi nazionali, ad esempio, esistono i cosiddetti social media ranger, persone incaricate di individuare tempestivamente i nuovi trend online, così da poter intervenire per regolare l’afflusso di visitatori prima che diventi eccessivo.Anche Svizzera Turismo segue questa impostazione. Con l’iniziativa Travel Better l’organizzazione cerca infatti di distribuire in modo più equilibrato i flussi turistici sul territorio, incoraggiando i visitatori a scoprire pure altre destinazioni e non soltanto luoghi famosi come il lago di Oeschinen o la locanda Aescher.55:00Norvegia: oltre il turismoMillevoci 17.08.2026, 11:05iStockMaria Pia Belloni