Una vendemmia in anticipo, anche se a macchia di leopardo, seguendo la traiettoria dei (pochi) temporali estivi, con produttori che sono corsi in vigna a inizio agosto per le temperature estreme prolungate. Ma se il mercato soffre a livello nazionale (e non solo), i viticoltori del nostro territorio – spesso piccole, ma storiche e motivate aziende – hanno potuto sorridere per la presenza dei turisti. Che, ben più degli italiani, arrivano in cantina con tanto di corriera, treni e magari pure a piedi e in bici. Ecco le prime cartoline da questa lunga estate calda (anche) sui Colli. Territorio piccolo, terra di Pignoletto, custode di qualità, ma che – spiega il presidente del Consorzio Emilia-Romagna Carlo Piccinini –, non può sfuggire al calo mondiale dei consumi. E in certi casi "fare vino è diventato, più che un mestiere, un hobby costoso".

Piccinini, la vendemmia anticipata è la nuova normalità? "Le uve precoci sono state raccolte con anticipo di quasi due settimane. Per quanto riguarda il Pignoletto e i rossi, invece, siamo in anticipo di circa una settimana. Del resto, se noi umani soffriamo con il caldo, vale anche per le viti. E’ sempre più evidente che il cambiamento climatico esiste. Poi certo, chi a luglio ha avuto un po’ di pioggia che ha impedito lo stress idrico ora ha uve di buona qualità".