Giussago, ora si attende la revoca dell’AtsRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciÈ stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Giussago la mozione per la chiusura dell’allevamento di Molino dei Protti. Ora manca soltanto l’utimo fondamentale tassello: l’Ats. L’Ats non ha ancora revocato il secondo codice stalla, quello che consente la detenzione, la movimentazione e la macellazione degli animali come risulta da Themis, network italiano di giornalismo d’inchiesta specializzato in questioni ambientali, tutela del benessere animale e analisi documentale della pubblica amministrazione.
Secondo la documentazione catastale aggiornata al 23 agosto 2026 l’allevamento sorge su un terreno di 5.545 metri quadrati ufficialmente classificato come “seminativo irriguo“ di classe 3, ovvero una risaia. L’estratto di mappa mostra, non a caso, un enorme appezzamento vuoto. E c’è di più: su quella particella, dal 22 novembre 2011, pende un’annotazione d’ufficio per “immobile urbano non ancora regolarizzato“, la famosa legge sui fabbricati fantasma.
"Siamo davanti a un proprietario che si è rifiutato di mettersi in regola per ben 15 anni" dicono gli oppositori. Per risolvere la vicenda molte persone si sono date da fare come il consigliere comunale di minoranza Massimo Sambati, che ha tradotto l’attività d’indagine in un atto politico-amministrativo formale, mentre il sindaco, il comando di polizia locale e l’intero Consiglio comunale hanno preso una posizione netta: l’allevamento va chiuso e sgomberato. Adesso, con la delibera del Consiglio, si attende in tempi celeri l’ordinanza di demolizione.







