Un sindaco con fascia tricolore piuttosto imbarazzato, un magistrato che mostra un atto giudiziario e i cittadini che chiedono spiegazioni, di fronte a una struttura per allevare tacchini. È la vignetta che la lista di opposizione di Fabbrico, Movimento Civico, ha scelto per commentare la conferma del sequestro giudiziario del cantiere dell’allevamento di via Bonifica.
"Per mesi – spiegano i consiglieri guidati dal capogruppo Elisabetta Sala – il sindaco ci ha detto che "tutto era in regola" e che non si poteva "impedire nulla". Lo ha ripetuto anche dopo il sequestro, blindando l’operato degli uffici. Le motivazioni della Cassazione dicono tutt’altro.
Il vincolo era sulle mappe. Visibile a chiunque. L’edificio di via Bonifica era chiaramente contrassegnato nel Psc e nel Rue del Comune come bene di pregio storico-culturale-monumentale. Ma hanno demolito tutto senza mai chiedere quel parere. Come ha fatto l’amministrazione a non vederlo?".
A cantiere appena iniziato un cittadino deposita una perizia tecnica e una diffida legale. Parte così l’indagine e il cantiere viene bloccato. "Perché la Giunta ha bypassato il consiglio comunale? Ora – conclude la Sala – c’è un ecomostro sequestrato in mezzo ai campi, un procedimento penale aperto, un ricorso al Tar pendente e i cittadini di Fabbrico che pagano il conto".






