"Mi sono fidata degli esperti, non sono una geologa". Così ieri a Pontresina, a 9 anni e un giorno da..."Mi sono fidata degli esperti, non sono una geologa". Così ieri a Pontresina, a 9 anni e un giorno da quel 23 agosto 2017 quando in pochi secondi un’enorme frana di roccia staccatasi dal Pizzo Cengalo travolse e uccise otto escursionisti, la consigliera nazionale Anna Giacometti, allora sindaca di Bregaglia, ha risposto – unica dei cinque imputati, tutti accusati di omicidio plurimo colposo – ai giudici del Tribunale della regione Maloja dove ha preso avvio il processo volto ad accertarne eventuali responsabilità.
Secondo l’accusa, nonostante i sopralluoghi e le verifiche dei dieci giorni precedenti alla frana, i cinque sottovalutarono - o comunque non valutarono correttamente - portata e imminenza del pericolo, ritenendo che un distacco di vaste dimensioni fosse possibile solo nelle settimane o nei mesi successivi e non sbarrando, dunque, ogni accesso alla valle dove invece si verificò la tragedia.
Come riporta la Rsi, il procuratore pubblico Bruno Ulmi ha chiuso la requisitoria chiedendo per tutti non pene detentive (in assenza di precedenti penali), ma pene pecuniarie (oltre alla ex sindaca Giacometti alla sbarra ci sono due alti funzionari dell’Ufficio cantonale foreste e pericoli naturali, un consulente esterno del Cantone e un collaboratore del Comune di Bregaglia). La quantificazione spetterà alla Corte. La sentenza è attesa per il 4 settembre.








