Di: Patrick Colombo-Radiogiornale/ATS/joe.p. Si apre tra poche ore a Pontresina l’atteso processo per la morte degli otto escursionisti travolti dall’enorme frana staccatisi dal Pizzo Cengalo, in Valle Bregaglia. Sono passati molti anni - nove per la precisione - da quel tragico 23 agosto 2017 e alla sbarra per rispondere all’accusa di omicidio colposo plurimo compariranno cinque persone. In giallo la zona investita dalla frana del CengaloSRFUna frana di vaste dimensioni era da ritenersi imminente, questione dei pochi giorni, oppure era da prevedere sull’arco di settimane o mesi? È il quesito, frutto delle opposte tesi di accusa e difese, cui dovrà dare risposta la competente Camera Penale del Tribunale della Regione Maloia al termine del processo di primo grado al via oggi al Centro Congressi Rondo di Pontresina. Per la Procura, nei dieci giorni precedenti la frana che seppellì otto escursionisti, il Pizzo Cengalo aveva dato segnali premonitori inequivocabili sotto forma di vari distacchi di roccia.Una veduta di Bondo il 10 gennaio 2020: ancora visibili le tracce della frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto 2017 e delle successive colate detritiche verificatesi dopo la catastrofe naturaleKeystone (foto d'archivio)C’erano insomma, a mente dell’accusa, tutte le premesse per chiudere ogni via d’accesso alla Val Bondasca, al più tardi entro il 22 agosto di quel 2017. Ma le cinque persone che per ruolo e competenza avrebbero dovuto farlo, secondo il Ministero Pubblico, valutarono in maniera errata il pericolo. I sentieri e gli accessi alla Val Bondasca non vennero sbarrati e la mattina del 23 agosto di nove anni fa, otto escursionisti, quattro tedeschi, due austriaci e due svizzeri partiti dalla capanna Sciora, vennero travolti da tre milioni di metri cubi di roccia staccatisi dal versante nord-orientale del pizzo Cengalo.I loro corpi non sono mai stati ritrovati. All’accusa di omicidio colposo plurimo devono rispondere due funzionari cantonali dell’Ufficio Foreste e Pericoli Naturali, un consulente esterno del cantone, un collaboratore del comune di Bregaglia e l’allora sindaca del medesimo comune e oggi consigliera nazionale, Anna Giacometti, imputati per i quali fa stato la presunzione di innocenza che contestano le tesi accusatorie. Il dibattimento dovrebbe chiudersi mercoledì, mentre la sentenza dovrebbe essere comunicata nei giorni successivi.Anna Giacometti fotografata a BondoKeystoneUn processo che lascerà il segnoNel 1998 una frana nel Taubenlochschulcht vicino a Bienne colpì quattro bambini che stavano percorrendo il sentiero escursionistico. Un bambino di otto anni morì, tre rimasero gravemente feriti. L’anno successivo a Evolène nel Canton Vallese 12 persone persero la vita travolte da una valanga. “Si tratta di due casi la cui questione giuridica è paragonabile a quella di Bondo, perché in entrambi i casi si tratta della prevedibilità di eventi naturali”, ha spiegato in un’intervista a Keystone-ATS Rahel Müller, avvocata specializzata in incidenti di montagna.Oltre alla rarità del caso l’avvocata elenca un altro motivo, che rende il processo di Bondo così eccezionale: il percorso giuridico che ha portato all’accusa. Nel 2019 la Procura pubblica decise il decreto di abbandono, perché la frana non sarebbe stata prevedibile. Una posizione condivisa un anno più tardi anche dall’allora Tribunale cantonale dei Grigioni, che respinse il ricorso dei parenti delle vittime. Questi sono andati fino al Tribunale federale. Secondo Losanna le conclusioni nella perizia dei funzionari cantonali non bastavano per archiviare il caso. Nel 2021 il fascicolo venne riaperto e ora, a cinque anni di distanza, si arriva al processo.Lavori di sgombero a Bondo, sotto il Pizzo CengaloKeystone“Procura e tribunale seguono principi diversi: la prima finché c’è un sospetto di reato deve continuare ad indagare. Un tribunale invece, secondo il principio ‘in dubio pro reo’, se ci sono dubbi assolve gli imputati”, ha continuato Rahel Müller.
Pizzo Cengalo, processo al via - RSI
A Pontresina inizia il processo per la frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto 2017: cinque imputati per omicidio colposo plurimo per la morte di otto escursionisti.









