NEW YORK. È stato già ribattezzato «Minister Trillion», il ministro da mille miliardi di dollari. Tanto vale la liquidità che Scott Bessent può potenzialmente mobilitare per sostenere il mercato dei Treasury. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti può infatti attingere ai circa 950 miliardi di dollari custoditi nel Treasury General Account, il conto detenuto dal governo presso la Federal Reserve, per finanziare il programma di riacquisto di titoli di Stato a lunga scadenza annunciato la scorsa settimana. La possibilità, riferita da due alti funzionari del Tesoro alla Cnbc, amplia gli strumenti a disposizione di Bessent per contenere i rendimenti sulla parte lunga della curva. La prima mossa di Bessent risale alla scorsa settimana: il Tesoro ha raddoppiato da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari l’ammontare dei riacquisti di Treasury già emessi, concentrati sulla parte lunga della curva. Il primo riacquisto è previsto il 9 settembre. Il piano è stato definito “Treasury Twist”, con riferimento alle operazioni nelle quali vengono acquistati titoli a lunga scadenza e finanziati attraverso emissioni a breve. Il ricorso al Tga aggiungerebbe invece liquidità già disponibile, riducendo la necessità di finanziare interamente gli acquisti con nuovi Treasury a breve. La combinazione dei buyback e dell’utilizzo del Tga, definito «bazooka obbligazionario», punta così a sostenere la domanda sui titoli a lunga scadenza e a frenare la salita dei rendimenti, che si riflette anche sui costi di finanziamento dell’economia, dai mutui al credito alle imprese. Il conto del Tesoro presso la Fed, nella sede della banca centrale in Constitution Avenue, vale oggi circa 950 miliardi di dollari, contro i 550-600 miliardi indicati come obiettivo durante l’amministrazione di Joe Biden. È la cassa operativa del governo federale: raccoglie le entrate e finanzia i pagamenti dell’amministrazione. Bessent ha quindi accumulato un cuscinetto di liquidità superiore a quello utilizzato negli ultimi anni come riferimento. Il livello del TGA è discrezionale: l’attuale amministrazione parla di un livello coerente con la propria politica di gestione della liquidità.