La conferma dell’Istituto superiore di sanità (ISS) ha trasformato il drammatico caso di Palermo da semplice sospetto clinico a diagnosi certa. Nei campioni biologici della bambina di quattro anni deceduta all’ospedale “Giovanni Di Cristina” è stato identificato il batterio Corynebacterium diphtheriae ed è stata rilevata la presenza del gene della tossina, il fattore di virulenza che rende la difterite respiratoria un’infezione temibile, capace di evolvere rapidamente verso complicanze gravi.
La “firma” molecolare della tossina, isolata dal laboratorio di riferimento dell’ISS, rappresenta il passaggio decisivo per distinguere una semplice colonizzazione da una malattia con reale potenziale di danno sistemico.
Una volta in circolo, la tossina difterica può colpire organi vitali come cuore e sistema nervoso, causando miocardite, aritmie, insufficienza cardiaca progressiva e paralisi.
La risposta delle istituzioni: istituita una task force
Di fronte a un quadro ormai definito, la Regione Siciliana è intervenuta con tempestività per scongiurare il rischio di un potenziale cluster. L’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso — che già il 20 agosto 2026 aveva richiamato pubblicamente il valore delle vaccinazioni e chiarito che la piccola non era vaccinata — il 24 agosto 2026 ha firmato un decreto straordinario che istituisce una task force incaricata di monitorare la situazione e predisporre interventi urgenti sul territorio.












