| 24 Agosto 2026 17:03 |
3 minuti per la lettura
(Adnkronos) – Il Monte Bianco, il tetto d’Europa, è sempre più fragile e sofferente: in quota e a valle sono sempre più visibili i segni lasciati dalla crisi climatica. Negli ultimi sei anni, dal 2020 ad oggi, il ghiacciaio del Miage, nel cuore della Val Veny, si è abbassato mediamente di 15 metri, un’altezza pari ad un edifico di cinque piani, perdendo progressivamente volume in tutto il settore terminale. Nell’area circostante aumentano le colate detritiche e i crolli, le morene si deformano, diversi larici vengono giù, mentre si formano nuovi laghi. Preoccupa il continuo movimento del Planpincieux, sotto costante osservazione, con punte che raggiungono una velocità massima di due metri al giorno soprattutto nei periodi estivi di massima criticità. Nel 2026 tale velocità è stata raggiunta a luglio.
È quanto emerge dal bilancio della seconda tappa di Carovana dei Ghiacciai 2026 di Legambiente che, in collaborazione con Cipra Italia e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, è stata dal 20 al 24 agosto in Valle D’Aosta (prima tappa in Italia, dopo la prima in Francia) sul versante italiano del Monte Bianco tra la Val Veney e la Val Ferretorganizzando anche un flash mob in quota.











