Milano, 24 ago. (askanews) – Il Monte Bianco è sempre più fragile e i suoi ghiacciai mostrano gli effetti della crisi climatica. Negli ultimi sei anni il ghiacciaio del Miage, in Val Veny, si è abbassato mediamente di 15 metri, mentre il vicino Planpincieux continua a muoversi verso valle con punte fino a due metri al giorno. È quanto emerge dal bilancio della seconda tappa di “Carovana dei ghiacciai 2026” di Legambiente, che dal 20 al 24 agosto ha fatto tappa sul versante italiano del Monte Bianco, in Valle d’Aosta.
Secondo i dati raccolti, il Miage ha perso progressivamente volume in tutto il settore terminale. Nell’area circostante aumentano inoltre le colate detritiche e i crolli, le morene si deformano, alcuni larici vengono giù e si formano nuovi laghi. Il Planpincieux, noto per la sua instabilità e per il potenziale rischio di crolli, ha raggiunto quest’anno nel mese di luglio la velocità massima di due metri al giorno, complici, secondo quanto riferito, le alte temperature.
Il ghiacciaio è sotto costante osservazione dal 2019 da parte della Fondazione Montagna sicura e della Regione autonoma Valle d’Aosta, attraverso un sistema di monitoraggio basato anche su due radar. Negli ultimi otto anni la strada della Val Ferret è stata chiusa più volte per il rischio di distacco della massa glaciale.










