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Le recenti ondate di calore in Europa occidentale stanno mettendo in grande difficoltà anche la montagna più alta del continente, cioè il Monte Bianco. Le temperature elevatissime hanno infatti provocato lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, cioè lo strato di terreno che nelle zone più fredde rimane perennemente congelato, fungendo da collante tra le rocce. Il disgelo ha anche reso le pareti rocciose più instabili e le pericolose cadute di massi sono diventate molto più frequenti.
Nelle Alpi occidentali francesi, di cui fa parte anche il massiccio del Monte Bianco, alla fine dell’estate si arriverà verosimilmente a circa 450 episodi di frane e destabilizzazioni di rocce. «Un dato enorme: ancora dieci o venti anni fa erano poche decine», dice il geomorfologo e guida alpina Ludovic Ravanel.
Per via di questi rischi ormai da giorni le principali vie di accesso alla vetta del Monte Bianco sono state chiuse o fortemente sconsigliate per questioni di sicurezza.
Un lago alpino vicino a Courmayeur prosciugato a causa del caldo, nel luglio del 2026. Sullo sfondo il massiccio del Monte Bianco (Sean Gallup/Getty Images)












