Disgiungere la lotta contro la discriminazione da quella contro la diseguaglianza è ciò che hanno fatto liberal-liberisti di centrosinistra (anche di casa nostra), così come l’ultradestra. Risultato? Da decenni in Italia non facciamo passi avanti. Su nessun piano. Gli stipendi arretrano, il razzismo e il sessismo avanzano, i diritti (di ogni tipo) scompaiono, la ricchezza si concentra nelle tasche di pochissimi.
1,8 milioni di donne hanno subito molestie sul posto di lavoro. Arriviamo a 2 milioni se aggiungiamo coloro che hanno subito ricatti. Quasi sempre a molestare e ricattare sono uomini in posizioni di maggior potere: capi, superiori, dirigenti. Perché il sessismo, come ogni forma di oppressione e discriminazione, è una relazione di potere.
Donna è quasi sempre il soggetto della principale forma di “lavoro ombra”: il lavoro domestico e di cura. Un lavoro spesso nascosto, occultato e che pure occupa a volte l’intera esistenza di tantissime persone. Non è un caso se le donne che lavorano dichiarano di avere meno tempo libero durante i giorni feriali rispetto agli uomini.
E ciò è vero non solo per chi ha un impiego “formale”: il 7,4% delle casalinghe afferma di non avere alcun tempo libero nei giorni feriali (rapporto Istat, Il tempo libero: disponibilità, percezione e soddisfazione, 2026).









