Che una lavoratrice guadagni meno di un uomo che fa il medesimo lavoro non è mai una sfortunata coincidenza individuale. Ecco giusto un pugno di cifre per ricordarci quanto diffusa e sistemica sia l’ingiustizia retributiva ai danni delle donne: secondo l’ultimo Rendiconto di genere dell’Inps, in tutti i settori economici gli uomini percepiscono redditi medi giornalieri superiori alle donne.

I numeri della disparità salariale

Entrando nello specifico, in nove settori su 18 esaminati le donne percepiscono più del 20 per cento in meno; nelle attività finanziarie e assicurative mediamente il 31,7 per cento in meno, in quelle professionali scientifiche e tecniche il 34,2 per cento in meno, in quelle immobiliari il 40,2 per cento in meno. Sulle retribuzioni, oltre all’inquadramento contrattuale e ai bonus individuali, incidono, e parecchio, il lavoro straordinario e il tempo parziale e le donne si ritrovano spesso a fare meno straordinari e meno lavoro a tempo pieno non per volontà, ma per prendersi cura di casa e famiglia: è l’Inps stesso a confermare che il part time involontario è prevalentemente femminile, rappresentando il 13,7 per cento degli occupati, rispetto al 4,6 per cento dei maschi.