Fare lo stesso lavoro dei colleghi maschi ottenendo gli stessi risultati, ma con uno stipendio molto più basso. Accade alle donne in tutto il mondo, da sempre. E si tratta di un'ingiustizia sociale che continua ad essere una porta di accesso alla violenza psicologica e fisica.

Oltre a creare un grave danno all'economia di tutti i paesi: nell'Unione europea ha portato a una perdita economica di quasi il 3% del Pil nel 2023. Il gender pay gap è stato al centro di un'intera puntata di 'Frida', il podcast dell'ANSA contro la violenza di genere che mette a confronto dati, leggi e iniziative in Italia, nel resto d'Europa e negli Usa.

E in questa puntata Frida analizza la disparità economica, con una serie di interviste ad economiste italiane ed europee, partendo da un principio fondamentale: lo stretto legame tra gender pay gap e violenza di genere che nasce dalla disparità. La cultura patriarcale attribuisce infatti alla donna un ruolo minoritario che unito alla dipendenza economica alimenta il ciclo della violenza.

"Se la battaglia per abbattere le discriminazioni di genere sul mercato lavoro è ancora una battaglia delle donne - spiega nel podcast l'economista Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics all'Università di Roma Unitelma Sapienza - è a causa di una miopia generale, di una mancata comprensione del fatto che l' assenza delle donne dal mercato del lavoro pesa: noi siamo 14 punti percentuali sotto la media dell'Unione europea come tasso di occupazione femminile e basterebbe sanare questa distanza per avere, secondo i dati Eurostat, un incremento del prodotto interno lordo di 7 punti percentuali che porterebbe benefici a tutte e tutti".