Nel giorno dell’Indipendenza ucraina, i Paesi della coalizione dei Volenterosi tornano a riunirsi per discutere delle garanzie di sicurezza per Kiev e delle caratteristiche di un eventuale dispositivomultinazionale da impiegare dopo la cessazione delle ostilità.È un passaggio importante perché porta il dibattito europeo dalla solidarietà politica alla dimensione concreta della sicurezza. Ed è proprio qui che emerge una questione che va oltre l’Ucraina: quanto è realmente efficace la capacità militare dell’Europa? Negli ultimi anni i Paesi europei hanno ricominciato a spendereper la difesa. I bilanci aumentano, i programmi di riarmo si moltiplicano e l’obiettivo di una maggiore responsabilità europea nella sicurezza del continente è ormai entrato stabilmente nel dibattito politico. Ma una maggiore spesa non coincide automaticamente con una maggiore efficacia militare. Il passaggio decisivo è quello che porta dai bilanci alle capacità effettivamente disponibili. Il problema è che un esercito non è costituito soltanto dal numero e dalla qualità dei sistemi d’arma in suo possesso, perché la loro efficacia dipende da una complessa rete di capacità che comprende sorveglianza e ricognizione, comunicazioni, trasporto strategico, cyber, satelliti, manutenzione e disponibilità delle munizioni. È soprattutto in questo livello meno visibile che la distanza fra la potenza militare dichiarata e quella realmente utilizzabile può diventare significativa. La questione assume particolare rilievo nel momento in cui l’Europa discute di proprie garanzie di sicurezza e di eventuali forze multinazionali. Nonbasta infatti stabilire quanti uomini possano essere messi adisposizione o quali unità possano essere schierate. Occorre quindi considerare ciò che serve per sostenerle, proteggerle e collegarle a un sistema di comando e controllo efficace. Ed è proprio qui che il rapporto con gli Stati Uniti continua ad avere un peso decisivo. Questo non significa che il riarmo europeo sia privo di significato, né che l’Europa non disponga di capacità militari rilevanti. Significa piuttosto che l’autonomia strategica non può essere misurata dal numero delle armi acquistate.Se è vero che per la prima volta in decenni gli europei stanno aumentando seriamente le proprie capacità militari, è altrettanto vero che la presenza americana in Europa è diventata meno scontata di quanto fosse in passato. Il risultato non è ancora una difesa europea autonoma, ma un diverso equilibrio delle responsabilità è certamente in via di formazione.Il vertice dei Volenterosi di domani sarà quindi interessante non soltanto per ciò che verrà deciso sull’Ucraina.Sarà anche un’occasione per capire quanto la nuova ambizione europea in materia di sicurezza sia già capacità militare concreta e quanto, invece, resti ancora da trasformare in capacità effettiva.