Un piano articolato e in fase avanzata per fornire all'Ucraina le garanzie di sicurezza.

E, sul tavolo, anche la possibilità dei 'boots on the ground'.

Giovedì a Parigi torna a riunirsi - in formato misto, tra i partecipanti in presenza e quelli collegati in remoto - la Coalizione dei Volenterosi, e nella capitale francese ci sarà anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il primo settembre è ormai trascorso, l'ultimatum di Donald Trump non ha lasciato alcuno strascico e la posizione dell'Ue non è cambiata di una virgola: "Vladimir Putin continua a dimostrare di non volere la pace". E' in questo contesto che, con Emmanuel Macron e Keir Starmer a presidere la riunione, i Volenterosi si riuniranno.

Ursula von der Leyen, parlando con il Financial Times, domenica ha smosso le acque affermando che "c'è un piano piuttosto preciso" sull'Ucraina. Parole, le sue, che non sono piaciute a tutti, innanzitutto a Berlino. Dopo la frenata del cancelliere Fredrich Merz sull'invio di truppe, è stato il ministro della Difesa Boris Pistorius a entrare a gamba tesa: von der Leyen - ha spiegato - "non ha voce in capitolo per parlare di truppe. Sulle garanzie di sicurezza il dibattito è totalmente sbagliato". Von der Leyen, tuttavia, non sembra essersi mossa a caso. A livello tecnico, spiegano fonti ben informate a Bruxelles, un piano per Kiev c'è ed è già abbastanza articolato. Certo, la decisione politica spetta ai singoli Stati membri. E ci sono capitali, come ad esempio Roma, che hanno già reiterato il diniego a inviare boots on the ground. Ma, al tempo stesso, non c'è tempo da perdere.