Continua il confronto tra Italia e Germania sulla questione dei migranti ‘dublinanti’. Il ministro dell’Interno Piantedosi in vista dell’incontro con il suo omologo tedesco Dodbrindt, ha puntato il dito contro la nave umanitaria tedesca di Sea Watch, annunciando una multa da 7.500 euro e un fermo di 45 giorni.

Dopo la crisi migratoria di Ceuta, sfociata nella chiusura di Schengen con la Spagna, continua la tensione tra Germania e Italia sul nuovo Patto europeo migrazione e asilo e sui cosiddetti ‘dublinanti'. Sono i migranti che hanno chiesto la protezione internazionale nella prima nazione di approdo, in questo caso l'Italia, dove sono stati identificati (sulla base delle norme del Regolamento di Dublino del 2003), e che poi non si sono fermati nel Paese di arrivo ma si sono successivamente spostati in un'altra nazione.

Proprio in virtù del nuovo Patto migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno scorso, Germania, Olanda, Austria, Svizzera, Svezia, Finlandia e Irlanda hanno annunciato che ricominceranno a mandare in Italia i richiedenti asilo che provengono dal nostro Paese, procedura che era stata bloccata dal governo italiano a fine 2022. Il governo italiano ha mandato un segnale ostile alla Germania, attraverso le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini di sabato scorso: "La Germania non ha diritto di mandarci indietro un solo immigrato regolare finché ci sono le navi delle Ong che scaricano migliaia di clandestini in Italia. Prima risolva il suo problema con le navi a cui concede la bandiera". E di fronte alla decisione italiana di non riprendere, almeno per ora, i migranti per i quali l'Italia è considerata responsabile, la Germania non è rimasta in silenzio. Qualcuno è arrivato persino a minacciare la sospensione di Schengen. Lo ha detto Günter Krings, vicepresidente del gruppo parlamentare Cdu-Csu al Bundestag: "Se l'Italia non vuole davvero riprendere i rifugiati, allora, di conseguenza, non potrebbe più appartenere nemmeno allo spazio Schengen", ha detto Krings, aggiungendo di non ritenere plausibile che Roma voglia davvero opporsi alle regole europee sull'asilo e a quelle di Schengen.