Il caso dei migranti sbarcati dalle Ong è sempre più centrale nelle politiche europee, anche se da anni l’Italia chiede un intervento deciso dell’Unione europea per una regolamentazione chiara. La cosiddetta flotta civile, infatti, si è inserita in una normativa lacunosa che nasce ben prima dei flussi migratori attuali e, soprattutto, della creazione di organizzazioni nate con l’unico scopo di recuperare i migranti in mare. Il Paese che concede il maggior numero di bandiere a queste navi è la Germania, dove risiedono anche le organizzazioni che le gestiscono: e non è un caso, visto che qui trovano ampi finanziamenti da privati ma, soprattutto, dalla Chiesa evangelica tedesca, di cui è membro anche l’ex cancelliere Angela Merkel. Sono stati anche stanziati milioni di euro da parte del Bundestag per queste navi. Nessuno dei migranti recuperati da queste navi, però, è mai stato preso in carico dalla Germania, o dagli altri altri Paesi che concedono bandiera, tra cui Spagna e Norvegia. Ora l’Italia chiede che cambi il paradigma e che, vista l’insistenza della Germania a rimandare in Italia i cosiddetti dublinanti, la Germania a sua volta si interessi dei migranti che le sue navi sbarcano nel nostro Paese. “L’Italia non è e non sarà mai il campo profughi d’Europa. E dico con tutta l’amicizia possibile ai colleghi tedeschi che prima di rispedire clandestini in Italia dovrebbero togliere la bandiera tedesca dalle Ong”, ha dichiarato Matteo Salvini in un punto stampa al Meeting di Rimini. Una posizione che il ministro dei Trasporti ha già espresso anche in passato, forte anche della sua storia personale, avendo contrastato con tutti i mezzi a sua disposizione le Ong quando era titolare del ministero degli Interni. Una battaglia che gli è costata anche un lunghissimo processo penale durante il quale ha rischiato una condanna al carcere. Quello che chiede l’Italia è una compensazione per bilanciare i costi dell’accoglienza, che non può gravare sempre e solo sui Paesi di primo approdo, in particolare sull’Italia. Le navi delle Ong, infatti, pur avendo diverse altre opzioni nel Mediterraneo per sbarcare i migranti, scelgono sempre e solo l’Italia.Nel frattempo, la Ong italiana Mediterranea Saving Humans di Luca Casarini terrà un presidio domani alle 18, davanti al palazzo dell’Autorità portuale al Varco Pisacane del Porto di Napoli, dove la Sea Watch è in fermo amministrativo per “rivendicare l’azione di chi, come noi, è impegnato nella flotta civile. Per dimostrare la nostra solidarietà a Sea Watch. Per rappresentare sempre di più la nostra vicinanza alle persone migranti”. Dall’altra parte la Ong tedesca Sea-Watch si lamenta dell’Italia e della Germania, contestando ai due Paesi di non interessarsi ai migranti. Ma il punto è un’altro: l’Italia non può farsi carico di tutti.