Migranti giunti a Lampedusa (Ansa)
Powered by
Passato Ferragosto, l’attenzione mediatica sembra essersi spostata da Ceuta ai dublinanti che l’Italia dovrà riprendersi. Battono cassa Germania, Svizzera, Austria, Finlandia, forse Svezia ma l’elenco dei postulanti è destinato ad allungarsi.
Al momento i numeri sono irrisori, Vienna ha rispedito quattro richiedenti asilo che avevano presentato domanda di protezione internazionale nel nostro Paese, dove sono stati identificati la prima volta prima di spostarsi in un altro Stato. Berlino ha chiesto a Roma di riprendersi tre migranti, la segreteria di Stato della migrazione (Sem) della Confederazione Elvetica annuncia i primi trasferimenti entro fine agosto, Helsinki è in fase di preparazione elenco, la Svezia lo annuncia. Solo Parigi fa sapere che, per il momento, «la decisione politica della Francia è di non unirsi ai Paesi» che rimandano i migranti in Italia secondo le nuove regole. Ansa apprende altresì che da parte della Francia «in ogni caso non ci sarà alcun annuncio» sul tipo di quelli giunti oggi da Finlandia e Svezia «fin quando permarrà una fase di collaborazione e di ravvicinamento con l’Italia», con la quale Parigi «condivide la volontà di operare per far calare i flussi in partenza dalla Tunisia e dalla Libia».













