Anche il governo austriaco ha deciso di rimandare in Italia le persone migranti che sono arrivate in territorio italiano ma poi si sono spostate in Austria e solo lì hanno fatto domanda di asilo: i cosiddetti “dublinanti”. Le nuove regole europee entrate in vigore il 12 giugno hanno ridato il via al meccanismo che il governo Meloni aveva bloccato nel 2022. In tutta Europa potrebbero esserci decine di migliaia di dublinanti.

Nel giro di poche settimane, sono diventati tre i Paesi che si sono detti intenzionati a rimandare in Italia le persone migranti su cui non hanno competenza. E anzi l'Austria, l'ultimo in ordine di tempo, ha annunciato di aver già iniziato: dal 12 giugno, quattro persone sono state trasferite in Italia. In precedenza c'erano state la Svizzera e, prima sia in ordine cronologico che per numero di persone potenzialmente trasferibili, la Germania.

Tutti e tre gli Stati fanno riferimento alla stessa normativa, il nuovo Patto Ue su migrazioni e asilo, che è entrato in vigore il 12 giugno 2026. E tutti e tre vogliono portare in Italia persone che rientrano nella cosiddetta categoria dei "dublinanti", persone che sono entrate in Europa passando per il nostro Paese e che, quindi, proprio qui avrebbero dovuto fare richiesta di asilo. L'Austria annuncia: "Già portate in Italia quattro persone" Il ministero dell'Interno austriaco ha dichiarato che quattro persone, dal 12 giugno a oggi, sono state trasportate dall'Austria in Italia. Il viaggio è avvenuto con mezzi pubblici. Il ministero ha spiegato che il nuovo Patto consente, "in caso di collaborazione da parte dello straniero di cui è competente uno Stato membro dell'Ue", di pagargli semplicemente il biglietto del treno o dell'autobus per "recarsi nello Stato membro in questione con un mezzo di trasporto pubblico".