"L'aborto non è un diritto", le associazioni pro-vita devono entrare nei consultori e la pillola abortiva Ru-486 non deve essere somministrata in regime ambulatoriale o domiciliare. Roberto Vannacci mette famiglia, natalità e interruzione di gravidanza al centro del nuovo capitolo della "Base ideologica e programmatica" di Futuro Nazionale. Non solo: il partito prevede lo stop a contenuti definiti "genderisti" e "omossessualisti" in tv e all'introduzione del cambio sesso dei minori come "reato universale" e il "respingimento delle direttive Ue woke e Lgbt".L'aborto La linea parte dalla legge 194, che Futuro Nazionale non propone di cancellare ma sulla quale chiede di spostare il baricentro sulla prevenzione dell'aborto e sul sostegno alla maternità. Tra le misure indicate figurano la presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, "l'informazione sul battito fetale", aiuti economici per le gravidanze difficili e lo sviluppo dell'adozione prenatale. Per la Ru-486, invece, il programma punta a vietarne la somministrazione in regime ambulatoriale o domiciliare.Ma la stretta va oltre. Il programma riconosce il concepito "come soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati" e propone di considerare il bambino già durante la gravidanza ai fini dell'accesso a bonus e agevolazioni, dalle borse di studio alle case popolari. Previste anche aggravanti per i reati commessi contro donne incinte che provochino la perdita del nascituro.Il ministero della Vita Nel pacchetto entra anche la proposta di istituire un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell'Identità e di fissare al 25 marzo una "Giornata nazionale della vita nascente", insieme a un Piano nazionale per la vita nascente e la prevenzione dell'aborto. Futuro Nazionale punta inoltre rendere obbligatoria una "culla per la vita" in ogni ospedale dotato di un reparto maternità e sostenere le case rifugio destinate alle donne incinte in condizioni di vulnerabilità.Stop a contenuti gender e omossessuali in tv Lato televisione, la proposta di Fn è vietare programmi, scene e spot con contenuti definiti "genderisti/omosessualisti" quando possano essere visti dai minori. Il risultato sarebbe una fascia protetta dalle 6 del mattino alle 23, accompagnata da un sistema di sanzioni che, nei casi previsti, potrebbe arrivare fino alla sospensione della licenza. Ancora più dura la linea sulla transizione di genere dei minorenni.Cambio di sesso per i bambini Futuro Nazionale vuole vietare interventi chirurgici di riassegnazione, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà anche quando ci sia il consenso dei genitori. Non solo: queste pratiche dovrebbero diventare un "reato universale", perseguibile in Italia anche se effettuato all'estero. Per gli adulti resterebbe invece la possibilità di ricorrere agli interventi, ma non a carico del servizio sanitario pubblico.Stop a direttive Lgbt o woke Il programma di Fn chiede inoltre di respingere le direttive europee e internazionali considerate finalizzate alla promozione dell''ideologia woke" e dell''agenda Lgbt'. Una linea da mantenere anche davanti alle decisioni delle Corti e degli organismi internazionali: su questi principi, è la posizione espressa nel documento, non può esserci "sudditanza".Educazione militare a scuola e soldati contro il degrado nelle città Nelle scuole superiori, Fn punta a introdurre moduli di "educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale", per far conoscere ai ragazzi il ruolo delle Forze armate e attirare verso la carriera militare "i migliori giovani con i caratteri adeguati". Prevista anche la partecipazione volontaria a campi e attività esterne di "formazione per educazione militare con valenza civica". L'altro fronte sono le città: i militari potrebbero essere impiegati, insieme alle forze di polizia, nelle aree con "elevati livelli di criminalità e degrado", oltre che a difesa di infrastrutture strategiche e luoghi sensibili. L'obiettivo è riaffermare "presenza, controllo e legalità" dello Stato.FnV "rigetta con fermezza" l'obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil e sostiene che né la Nato né altre organizzazioni sovranazionali debbano decidere quanto l'Italia deve spendere per la difesa. Le risorse, afferma, devono rispondere alle "reali necessità strategiche italiane" senza sacrificare altre priorità. Ferma contrarietà anche a Safe, lo strumento europeo di prestiti per la difesa, considerato nuovo debito legato alle priorità di Bruxelles. Sui confini, torna in campo la Marina: il programma propone di rafforzare la sorveglianza nel Mediterraneo con "pattugliamenti e interdizioni mirate" contro l'immigrazione illegale, nel rispetto del diritto internazionale.