La premessa è d’obbligo. Bisogna stravolgere radicalmente le abituali coordinate e ogni semplice aspettativa, soprattutto d’estate. Solo in questo modo si riuscirà a scoprire nel profondo la bellezza delle isole, la loro identità unica, misteriosa, che affonda in millenni di storia, resta innegabile, e molto spesso impenetrabile.

Quindi è importante superare l’associazione di immagini facili e immediate che rimandano a spiagge, ombrelloni, mare, onde, relax. In quel caso si parlerebbe di semplici, e anche sacrosante vacanze, invece Silvia Ferrara, ordinario di Civiltà egee, archeologa e linguista, con Il segreto delle isole. Storie di linee, memorie nascoste e mondi inventati dirotta lo sguardo verso prospettive inedite e percezioni nuove, spesso sorprendenti delle isole che crediamo di conoscere o, peggio ancora, diamo per scontate, e invece ancora oggi, nonostante il massiccio spostamento di gruppi turistici, riescono a preservare il rapporto con le civiltà antiche che le hanno scoperte. Ferrara invita a fare uno sforzo di immaginazione quando si osserva un’isola, inquadrandola come un mondo, anzi un vero e proprio universo stretto tra due linee all’orizzonte: quella del cielo e quella del mare. “Spazi che si guardano dentro, che si osservano l’ombelico perché da quell’ombelico è nato tutto. Storie, miti, parabole, esperimenti”.