La tassa sugli extra-profitti questa volta toccherà alle compagnie petrolifere. Dopo che il Decreto Bollette, in primavera, ha preteso un generoso contributo dalle società energetiche, tra produzione di elettricità e gas, per alleviare famiglie e imprese dai rincari energetici (soltanto l'Enel ha pagato il conto della maggiorazione Irap con 1,2 miliardi nel primo semestre, ndr), ora tocca a chi ha nel suo business petrolio e prodotti raffinati. È questa la partita che l'Italia rilancia a Bruxelles insieme a Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Polonia. E non è un caso se è proprio lì, in quei margini tra petrolio e raffinazione, che si cerca un sollievo, una toppa per calmierare, ora, l'impennata dei carburanti.

Il focus adesso è tutto su petrolio e prodotti raffinati. Del resto, da inizio anno il prezzo del Brent è salito di oltre il 50%, mentre il prezzo del diesel Ice Future Europe, un punto di riferimento globale, è salito nello stesso periodo del 116%. Se prendiamo poi il minimo degli ultimi tre mesi, mentre il Brent è salito di circa il 30% dal primo luglio, l'indice di riferimento del diesel è cresciuto del 56% dai minimi del 18 giugno. È dunque qui la traccia evidente dei rincari che arrivano nel pieno di benzina, ma soprattutto del diesel, che segna i costi dei trasporti, ma anche dell'edilizia e dell'industria. È qui che si devono cercare le risorse "del sollievo", è la tesi dei sei Paesi, in primis l'Italia, che hanno scritto a Bruxelles. Ora si tratta di capire i tempi di questo intervento, oltre che la dimensione della manovra salva-pieno.Nel caso del Decreto Bollette di primavera, per calmierare le bollette di famiglie e Pmi dopo i rincari segnati dall'impennata del gas alimentati dalla guerra in Iran, è stato messo in campo dal governo un aumento temporaneo (per due anni) dell'aliquota Irap imposta alle società energetiche pure.Quel 2% di aumento dell'aliquota è pesato eccome sul settore delle utilities. Lì dove il principale contributo è arrivato inevitabilmente dal numero uno del settore energetico, Enel, che ha registrato un impatto nei conti semestrali certificato per ben 1,2 miliardi di euro. Ora si tratta di cercare altrove per tamponare i prezzi folli, e persistenti, dei carburanti.