Il caffè al bar in provincia di Arezzo costa meno che in gran parte d’Italia, ma la tazzina non è rimasta immune dalla lunga stagione dei rincari. In provincia l’espresso si ferma a 1,27 euro, secondo la classifica 2026 elaborata sui dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy: appena due centesimi sotto la media nazionale di 1,29 euro, ma soprattutto ben 21 centesimi in meno rispetto alla vetta di Bolzano, dove il caffè arriva a 1,51 euro.
La fotografia restituisce un’Italia divisa anche davanti al bancone del bar. A Bolzano spetta il primato del prezzo più alto, seguita da Pescara con 1,49 euro. Poi Ferrara a 1,46, mentre Belluno, Ravenna e Trieste raggiungono quota 1,44. Parma e Trento arrivano a 1,41 e Padova, Treviso e Udine toccano 1,40. Sono undici le province che hanno raggiunto o superato la soglia degli 1,40 euro. Arezzo si colloca dunque nella fascia intermedia della graduatoria. La sua tazzina, a 1,27 euro, costa 24 centesimi meno di quella di Bolzano e 22 meno di Pescara. E il confronto diventa ancora più favorevole se si guarda alle province dove il rito dell’espresso è diventato più costoso: a Parma, per esempio, servono 1,41 euro, mentre a Bologna il prezzo medio è di 1,35. Milano è a 1,27, esattamente come Arezzo.














