Sul letto di morte, il magnate socialista Charles Foster Kane lascia cadere una sfera di neve e pronuncia una parola misteriosa: «Woke».
Tra le persone presenti, Alexandria Ocasio-Cortez ride e dice «was crazyyy», Giuseppe Conte dice che gliene aveva parlato un suo amico di Boston, Matteo Renzi dice che lui ha lavorato con Barack Obama e fa vedere la foto, i giornalisti dicono che il woke è un’invenzione della destra, mentre Ilaria Salis, in fondo alla stanza, si mette a urlare «WAKE UP & FIGHT».
Per risolvere il giallo dell’estate, la morte del woke, bisogna partire dall’inizio.
Una decina di giorni fa, durante un’intervista alla ABC, Alexandria Ocasio-Cortez disse: “Woke 1 was crazy”, e Ocasio-Cortez rise. L’intervistatore le chiese se non trovava che le sue antiche posizioni come quella di togliere fondi alla polizia non fossero eccessive, e la risposta fu: finestra di Overton, c’era il Covid, è una retorica che non userei ora, ahahah.
Come questo sia diventato la morte del woke non si è capito, ma, parafrasando il poeta, «This is the way the woke ends. Not with a bang, but Ocasio-Cortez».












