Negli Usa la dem definisce “crazy” la prima stagione woke. In Italia il leader M5s denuncia “conformismo ideologico e repressione della libertà di opinione” mentre il fondatore di Italia viva rivendica: “Ora si svegliano tutti”Negli Usa la dem definisce “crazy” la prima stagione woke. In Italia il leader M5s denuncia “conformismo ideologico e repressione della libertà di opinione” mentre il fondatore di Italia viva rivendica: “Ora si svegliano tutti”La cultura woke a una resa dei conti che parte dagli Stati Uniti e che ora arriva anche in Italia. Ad aprire il dibattito è stata Alexandria Ocasio-Cortez, figura cardine dell'ala sinistra del Partito democratico americano. È bastata una frase, un "Woke 1 was crazy" pronunciato durante un'intervista alla Abc, riferendosi al clima politico del 2020, quando negli Stati Uniti, tra la pandemia e l’ondata di proteste seguite alla morte di George Floyd, si erano andate affermando posizioni radicali sulla polizia, sulle carceri e sui temi identitari. Ocasio-Cortez ha precisato che quel periodo produsse anche risultati "fruttuosi", ma che "la retorica di quel periodo non è quella che useremmo oggi". ConteUn ripensamento che ora attraversa l'Atlantico e arriva fino a Giuseppe Conte, che interviene sul dibattito con una “lettera” pubblicata su Repubblica. Il leader del Movimento 5 Stelle, all’epoca presidente del Consiglio, racconta di essere rimasto più volte "fortemente perplesso di fronte ad alcuni eccessi della cultura 'woke'", che avrebbero prodotto "conformismo ideologico e, in talune punte, repressione della libertà di opinione". Conte non rinnega tutto: riconosce al movimento di aver contribuito a contrastare razzismo, sessismo e discriminazioni e di aver allargato il concetto di giustizia. Pone però un limite politico netto: "La cultura woke è diventata una sorta di religione morale autoreferenziale e per una forza progressista sarebbe un grave errore di strategia politica confidare su di essa per costruire una efficace azione politica". Woke o non woke, il punto per Conte resta stabilire quali debbano essere oggi le priorità di una forza che si definisce progressista. Non soltanto identità e battaglie simboliche, ma le "radici materiali delle diseguaglianze": sottopagati, operai, piccoli imprenditori e classi medie, insieme a salari, casa, sanità, istruzione, politiche industriali ed equità fiscale. Nel mirino del presidente del M5s finiscono anche la finanziarizzazione dell'economia e il predominio delle Big Tech. E la conclusione diventa direttamente politica: "La destra in Italia ha fallito. Ha deluso i cittadini offrendo soluzioni ispirate a pulsioni autoritarie, senza tuttavia garantire ordine e sicurezza". Per Conte, adesso, "tocca a noi offrire una vera alternativa". Un “noi” ancora da definire.RenziPiù tranchant Matteo Renzi, che approfitta delle parole di Ocasio-Cortez per rivendicare una battaglia, spiega, condotta da tempo. "E adesso si svegliano tutti. A cominciare dai dem americani. L'ubriacatura woke fa male alla sinistra e lo riconosce persino Ocasio-Cortez. Chi di noi in questi anni ha tentato di affermare le ragioni del buon senso è stato insultato e considerato fuori linea. E adesso che finalmente il tempo è galantuomo lo dico di nuovo ad alta voce: alla sinistra serve meno ideologia e più politica", scrive il leader di Italia Viva.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Anche in Italia arriva il dibattito sul woke aperto da Ocasio-Cortez. Conte: "Le diseguaglianze sono il nemico da combattere". Renzi: "Ubriacatura che fa male alla sinistra"
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