"Conte parla di redistribuzione? Visto il ripensamento sul woke, mi sarebbe piaciuto anche quello sulla più grande redistribuzione negativa della ricchezza degli ultimi trent'anni: il Superbonus". Lo dice al Foglio la deputata del Partito democratico Lia Quartapelle, commentando la svolta "anti-wokista" che si è intestato l'Ocasio-Cortez di Volturara Appula, Giuseppe Conte. Sulle pagine di Repubblica di ieri l'ex premier, probabilmente dal lettino di una spiaggia, ha scelto di importare l'America in Italia scagliandosi contro la cultura woke. "Non serve alla sinistra", ha scritto. "Non può esserne l'ossatura", come, invece, possono esserlo "battaglie sociali, interventi sulle diseguaglianze, e tutele per operai". C'è odore di falce e martello. E di lotta al riarmo, che è come il prezzemolo nella cucina a 5s, ovunque. "Sbagliato usarlo per parlare di diseguaglianze", dice Simona Malpezzi. E se Cortez si imborghesisce per le presidenziali, Conte cerca consensi per le primarie. Ma: "Abbiamo tanti di quei guai che la wokeness mi pare l'ultimo dei dibattiti estivi", dice Filippo Sensi.In casa Pd la missiva dell'ex premier ha fatto storcere il naso ad alcuni. Si cerca di capire la natura del messaggio. Gli occhi sono puntati su Schlein, sul suo Pd troppo vicino alle battaglie considerate identitarie della cultura woke. Se ne accorge il senatore Sensi. "L'unica novità della lettera che leggo è la spregiudicatezza con cui saltano addosso al dibattito del momento per attaccare il Partito democratico, ridotto alla silhouette per loro più comoda. La versione Ocasio-Cortez contro Elly, in sostanza, nella loro caricatura". Nessuna lezione alla segretaria, quindi. "Non so se Conte stesse cercando di appiattire il Pd sul dibattito americano, ma se lo ha fatto si sbaglia. Dimentica la forza del Pd, che è quella di essere un partito plurale. Noi non siamo un partito degli 'ismi'. Il suo mi è sembrato un tentativo di scimmiottare gli Stati Uniti per posizionarsi", aggiunge Quartapelle. "Noi non siamo mai stati subordinati alla cultura woke. Conte ha voluto fare una riflessione che evidentemente ritiene necessaria per il M5s e per il suo elettorato", precisa anche Malpezzi.E infatti il testo redatto dall'ex premier sembra a tutti gli effetti essere un manifesto di un nuovo grillismo in salsa contiana. Per questa ragione nel calderone non poteva che finirci anche il riarmo. Nella lettera è inserito, lì, in mezzo alle tutele per le disuguaglianze, gli operai, i sottopagati, alla minore burocrazia, agli ostacoli ai poteri delle big tech, e al "capitalismo della sorveglianza". Conte scrive: "Occorre decidere come affrontare la dilagante corsa al riarmo e l'ossessione per la deterrenza militare alimentando un falso paradigma di sicurezza che premia l'escalation invece della prevenzione, della diplomazia e della cooperazione internazionale". Si tratta di un passaggio che per Malpezzi è "profondamente sbagliato", perché: "Una forza progressista, riformista deve mettere al centro la difesa della libertà e della democrazia. E difendere la democrazia significa anche impedire che nelle relazioni internazionali torni a valere la legge del più forte. Come ha fatto Putin con l'Ucraina". Le fa eco di nuovo il senatore Sensi: "Taccio sul cinico e falso trade off sulla difesa europea, burro e cannoni di mussoliniana memoria. Per me qualsiasi manifesto o presunto tale che non contenga la parola Ucraina serve a incartare il pesce".Per il resto, nella lettera, come dice Sensi, "non c'è nulla di nuovo se non la solita agenda di assistenzialismo e statalismo che da sempre è il marchio di fabbrica del grillismo. Sussidi e redistribuzione che, per carità". È duro: "Non ci sono le parole giuste per affrontare una sfida di riequilibrio e coinvolgimento esattamente di quei ceti e di quei mondi che il leader dei 5 stelle dichiara di voler ascoltare". Conte vuole parlare "a classi medie impoverite, penultimi, ampi strati di popolazione" che, dice Sensi, "chiedono, più protezione, più sicurezza, più opportunità, più libertà e maggiore responsabilità e non solo nuovi sussidi e nuove mance".Nel mezzo di questo dibattito c'è la competizione per le primarie. E iniziative come questa sembrano voler mettere paletti e cristallizzare consensi. Anche fuori dal partito di riferimento. "Credo che Conte stia cercando tutti gli spazi possibili per costruire un proprio profilo in vista delle eventuali primarie, quindi credo che questo messaggio sia stato scritto più per voi della stampa", afferma Quartapelle. Il presidente del Movimento 5 stelle cerca di piacere a chiunque. Vuole piacere a chiunque. Da anti-casta ad anti-woke. Per dirla come l'ha detta Renzi: "Adesso si svegliano tutti. L'ubriacatura woke fa male alla sinistra. E ora alla sinistra serve meno ideologia e più politica". E la politica parla di Ucraina e difesa, non di woke. Prima delle primarie c'è l'alleanza. E si vedrà chi starà fuori e dentro. Chi non ci sarà, per dirla con la voce sempre del senatore Sensi: "Circolare, gente, circolare…".