Roma, 22 agosto 2026 – Per essere “un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste”, Giuseppe Conte non si fa problemi a dare una sferzata – anzi, letteralmente, la sveglia – al Pd e agli altri alleati del campo largo. La parola-chiave è “sveglia”. Il leader 5 Stelle la suona prendendosi la scena e inserendosi in un dibattito globale che invece il Pd imbarazzato evita. Una mossa non casuale e che infiamma pure la corsa ufficiosa per le primarie del centrosinistra. “Non è con il woke che la sinistra può fare giustizia, il nemico da combattere sono le diseguaglianze”, dice Conte in una lettera affidata a La Repubblica, certo di raggiungere un pubblico di (e)lettori interessati. Woke, cioè svegliarsi, prendere coscienza, come dicono negli Stati Uniti.

Conte e il ‘mea culpa’ di Ocasio-Cortez La politica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez

Pur dicendo una cosa che suona simile alle condanne ideologiche delle destre sovraniste, in fondo Conte non fa altro che sposare il mea culpa di un’icona del mondo woke, appunto, di quella corrente di pensiero anti disuguaglianze, cioè la pasionaria Alexandria Ocasio-Cortez. La deputata dem Usa, pochi giorni fa, si era pentita di certi eccessi che ora anche Conte rigetta, con la differenza che lui la causa woke non l’aveva mai precisamente sposata. “Woke 1 was crazy”, la prima fase del woke è stata una follia, chiosa AOC, “puntiamo sull’economia”. Conte va anche oltre.