Il turismo in Calabria è una risorsa preziosa, ma per chi apre le porte della propria casa vacanze estive, la realtà quotidiana può trasformarsi in un incubo. È il senso amaro della denuncia anonima affidata alla nostra redazione da un gestore della costa vibonese, che porta alla luce le tensioni e le tutele mancate nel settore delle locazioni brevi: “Metto a disposizione la mia casa con tanti sacrifici, togliendo tempo prezioso alla mia famiglia per rendere l’ambiente piacevole. Per poi ritrovarsi schiavi degli ospiti e ricattati da essi. Non hai il diritto di parlare: se subisci un danno passa un’infinità di tempo per il risarcimento, e se provi a confrontarti con l’ospite rischi subito una recensione negativa per ripicca. Bisogna solo subire: danni, umiliazioni, dispetti e case lasciate come porcili.”

L’arma del ricatto e la solitudine delle piattaforme

Il nodo centrale della protesta riguarda il sistema delle valutazioni online, spesso percepito dagli host come strumento di pressione sbilanciato a favore dei turisti. “Se chiamo le piattaforme per segnalare un problema, mi dicono di contattare l’ospite. Ma quando lo faccio, parte il ricatto: se chiudo un occhio sulla spazzatura o sui danni fanno una buona recensione, altrimenti ne lasciano una distruttiva. Anche mostrando i messaggi di minaccia, i portali non intervengono e non rimuovono i giudizi in mala fede.”