La Calabria del turismo si cambia con i bilanci, non (solo) con gli slogan.Intervista all’avvocato e commercialista Massimiliano Esposito, l’esperto che cura i conti e i contratti delle aziende turistiche calabresi.
Massimiliano Esposito
Dietro la facciata del mare cristallino e dei borghi arroccati della Calabria, c’è una complessa macchina burocratica, fiscale e legale che spesso i non addetti ai lavori e molti imprenditori, forse per sfinimento, ignorano. Per capire dove sta andando davvero il turismo calabrese, siamo andati a trovare chi le aziende le vede “nude”, nei loro bilanci, contratti e nelle reali capacità di investimento. Fedele al suo dovere deontologico di segreto professionale non ci ha svelato i nomi, ma lo studio dell’avvocato Esposito fornisce consulenza a clienti che in Calabria spaziano dai resort ai giovani imprenditori, e che,in alcuni casi, sono ritornati in regione dopo anni all’estero.
Avvocato, cosa ci fa ancora in Calabria? Ha uno studio consolidato a Roma, clienti in tutta Italia e all’estero, trascorre nella capitale e nei viaggi la gran parte del suo tempo, cosa la trattiene ancora qui?
«Partiamo proprio sul personale! (Sorride seppur sorpreso ndr) Sono io a chiedere a lei: perché dovrei tagliare i rapporti con la terra che amo? O chiudere il mio storico studio a Terranova da Sibari complicando quindi le modalità di incontro sul territorio? Penso che ognuno debba vivere come sente, nelle modalità che lo fanno star bene e in questo movimento tra Italia, estero, Roma – dove ho la famiglia -, Terranova – dove ho quella di origine -, io mi sento perfettamente a mio agio. Ognuna di queste dimensioni mi rigenera e soprattutto in Calabria mi concentro sulle potenzialità che presenta questa meravigliosa terra e come svilupparle. Ciò è dovuto anche alla mia esperienza ultradecennale al servizio di imprese e, per alcuni anni, anche in ambito amministrativo».














