Google guida un consorzio britannico per limitare l'inquinamento con l'aiuto dell'Ai: modificando (di poco) le rotte degli aerei in zone meno umide i voli diventano più sostenibili

L’opinione pubblica mondiale si stupì molto quando nel 2023 la Federazione europea per il trasporto e l'ambiente pubblicò i numeri dell’inquinamento prodotto dal traffico navale. Tra i tanti: una sola nave da crociera produce ogni giorno la stessa quantità di particolato (PM2.5 e PM10) di un milione di auto. E il traffico aereo? Il settore dell'aviazione civile è direttamente responsabile di circa il 2-3% delle emissioni globali di anidride carbonica (circa 285 grammi di emissioni di CO₂ per passeggero-chilometro) ma il suo impatto complessivo sul riscaldamento globale sale al 4-5% se si considerano gli effetti secondari indiretti come gli ossidi di azoto che producono ozono nella troposfera e le scie di condensazione: il vapore acqueo e il particolato emessi dai gas di scarico dei jet in alta quota formano queste nuvole “artificiali” che contribuiscono a intrappolare il calore nella Terra, raddoppiando l'effetto riscaldante del volo in sé.

Come le scie contribuiscono al riscaldamento globale?Le scie di condensazione si formano solo quando gli aerei sorvolano regioni umide. Se le evitassero, solo volando a un’altezza diversa e senza cambiare rotta, gli aerei avrebbero un consumo di carburante appena superiore ma il volo sarebbe molto più sostenibile. Le scie di condensazione possono persistere come nuvole per minuti o addirittura per ore, intrappolando il calore e trattenendolo nell’atmosfera, soprattutto di notte. Accade anche di giorno, quando però riflettono anche la luce solare e il calore in arrivo.