Trasporto aereoUn test inglese per trovare le rotte meno inquinanti per i voli sull’Atlantico. Google fornirà le mappe elaborate con l’IA. Il SAF da solo non bastaI punti chiaveOperation Blue Skies insieme a Google per l’IALa Co2 principale indicatore delle emissioni nocive Il SAF resta il principale strumento ma quantità ancora scarse Le compagnie aeree che usano il SAF Le previsioni della IATADalle scie di condensazione all’intelligenza artificiale, il settore aeronautico cerca nuove vie per ridurre il proprio impatto climatico. Un test britannico sulle due sponde dell’Atlantico punta a verificare quanto possano incidere semplici variazioni di quota per ridurre l’impatto ambientale del trasporto aereo. Non sempre per rendere più sostenibile un volo serve cambiare tipologia aereo, carburante o motore. A volte può bastare modificare, di poche centinaia di metri, la rotta seguita in cielo.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIOperation Blue Skies insieme a Google per l’IAÈ questa l’ipotesi alla base di Operation Blue Skies, un programma di ricerca sostenuto dal governo britannico che nei prossimi due inverni coinvolgerà centinaia di voli commerciali nell’Atlantico nord-orientale. L’obiettivo è misurare sul campo se piccoli aggiustamenti delle quote di volo possano evitare la formazione delle cosiddette contrails, le scie di condensazione che in determinate condizioni atmosferiche possono contribuire al riscaldamento globale. A fornire il contributo tecnologico sarà anche Google UK, che metterà a disposizione previsioni elaborate attraverso l’intelligenza artificiale per individuare le zone nelle quali le condizioni atmosferiche sono più favorevoli alla formazione delle scie.Il principio operativo di Operation Blue Skies è relativamente semplice. Durante le finestre di test previste nei prossimi due inverni, i controllori del traffico aereo potranno chiedere ad alcuni voli di modificare la propria quota fino a 2.000 piedi, circa 610 metri, così da evitare le aree nelle quali i modelli meteorologici indicano una maggiore probabilità di formazione di contrails, delle scie. Non si tratta, dunque, di rivoluzionare la gestione del traffico aereo. Le variazioni resteranno all’interno delle normali procedure operative e saranno coordinate attraverso i sistemi di comunicazione già utilizzati dal controllo del traffico aereo.La Co2 principale indicatore delle emissioni nocive La CO₂ rimane il principale indicatore delle emissioni nocive dell’aviazione e la sua riduzione rappresenta una delle sfide più impegnative per il settore. Ma gli effetti delle emissioni prodotte in alta quota comprendono anche fenomeni non legati direttamente alla CO₂, tra cui proprio le scie di condensazione e le nubi indotte dagli aerei. Questo rende più articolata la ricerca di una traiettoria verso la neutralità climatica. Aerei più efficienti, carburanti sostenibili, elettrificazione e nuove tecnologie propulsive possono ridurre le emissioni alla fonte. Ma, parallelamente, diventa necessario capire come le modalità operative del volo possano dare un contributo a diminuire l’impatto complessivo.Il SAF resta il principale strumento ma quantità ancora scarse L’aviazione resta uno dei settori più difficili da decarbonizzare nonostante rappresenti solo tra il 2-3% dell’inquinamento globale e le previsioni di crescita della domanda di trasporto aereo non sono destinate a ridurre l’impatto inquinante. Il carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) è considerato uno dei principali strumenti per ridurre l’impronta climatica del trasporto aereo perché non comporta il cambio di aereo o di motore, mentre l’elettrificazione diretta resta particolarmente complessa in particolare per i voli di medio e lungo raggio.
Cieli puliti, rotte intelligenti: la sostenibilità per gli aerei passa anche dall’IA
Un test inglese per trovare le rotte meno inquinanti per i voli sull’Atlantico. Google fornirà le mappe elaborate con l’IA. Il SAF da solo non basta









