Quando guardiamo un cielo sereno e vediamo sottili linee bianche formarsi dietro agli aerei, nella maggior parte dei casi stiamo osservando le scie di condensazione, in inglese contrails, abbreviazione di condensation trails.

Dal punto di vista fisico sono nubi lineari composte principalmente da cristalli di ghiaccio. Si formano quando i gas caldi e umidi prodotti dai motori degli aerei si mescolano con l’aria molto fredda presente alle quote di crociera. Se temperatura e umidità sono adatte, il vapore acqueo condensa su minuscole particelle presenti nell’atmosfera o nei gas di scarico, tra cui la fuliggine, e le goccioline così formate congelano rapidamente trasformandosi in cristalli di ghiaccio.

Non tutte le scie hanno lo stesso comportamento. Alcune scompaiono rapidamente, mentre in condizioni atmosferiche particolarmente fredde e umide possono persistere per ore, allargarsi e contribuire alla formazione di cirri. Sono soprattutto queste scie persistenti a interessare la ricerca sul clima.

Google indica le contrails come responsabili di circa un terzo dell’impatto climatico complessivo dell’aviazione. Si tratta però di una stima che dipende dalla metrica climatica e dall’intervallo temporale considerati: il contributo delle scie non è quindi un valore fisso applicabile in qualsiasi contesto.