Accompagnata dal ruggito dei motori, una portacontainer attraversa il Mediterraneo lasciando dietro di sé fumi inquinanti, che contribuiscono all’acidificazione degli oceani e al riscaldamento globale. Oggi il trasporto marittimo è, infatti, responsabile di circa il 2-3% delle emissioni di gas serra, una percentuale da ridurre con urgenza. A cimentarsi in questo ambizioso obiettivo sono due giovani scienziate: Alisha Fredriksson, laureata in business e scienze ambientali alla Minerva University, e Roujia Wen, con una laurea all’Università di Cambridge, nel Regno Unito, cui è seguito un master in fisica teorica. Insieme hanno fondato nel 2021, a Londra, la startup Seabound, ricoprendo rispettivamente i ruoli di amministratore delegato e di consulente tecnica.
All’interno dell’azienda si è sviluppato il sistema chiamato Onboard Carbon Capture, una tecnologia basata sul principio del calcium looping, cioè su un ciclo chimico di assorbimento e rigenerazione del carbonio.
Come funziona il sistema
In pratica, i vapori di combustione prodotti dal motore della nave vengono convogliati in un contenitore riempito di piccole pietre bianche di calce viva, che reagiscono con l’anidride carbonica presente negli scarichi trasformandola in calcare, una sostanza solida sotto forma di minuscoli sassolini, facilmente stivabili a bordo.








