Combattere l'inquinamento atmosferico, responsabile di milioni di morti premature ogni anni, deve rimanere una priorità. Ma migliorare la qualità dell'aria potrebbe, paradossalmente, provocare ulteriori danni ambientali, come ad esempio alla Grande barriera corallina australiana. A evidenziarlo sono stati i ricercatori dell'Università di Melbourne che, in un nuovo studio pubblicato su Communications Earth & Environment, hanno dimostrato come la riduzione di alcune particelle nell'atmosfera terrestre permette a una maggiore quantità di radiazioni solari di raggiungere gli oceani, riscaldandoli ulteriormente e aggravando gli eventi di sbiancamento di massa dei coralli.

Le auto inabissate nell'oceano: una scultura per rigenerare l'ecosistema

La lotta all'inquinamento atmosferico

Tra le principali fonti dell'inquinamento atmosferico ci sono le navi, o meglio il loro carburante che, essendo ricco di zolfo, produce emissioni di anidride solforosa e particolato solforato, entrambi collegati a problemi di salute, come asma e respiro sibilante, e ambientali, come le piogge acide. Dal primo gennaio 2020, tuttavia, l'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) ha imposto un limite globale alla quantità di zolfo consentita nei combustili navali, pari allo 0,5% (in precedenza era 3,5%), con una riduzione dell'80% delle emissioni di anidride solforosa nel trasporto marittimo.