Sbiancare le nuvole per salvare i coralli dallo sbiancamento. Sembra fantascienza, ma non lo è. Fra le varie crisi ambientali che il mondo sta vivendo nelle profondità del mare c'è una vera e propria emergenza relativa ai coralli. Oggi il 40% delle specie di questi animali è a rischio, con conseguenze che non riguardano solo gli ecosistemi marini, ma tutti noi. Dalle barriere coralline dipende infatti non solo la vita nei mari, ma intere economie se si pensa che almeno il 25% dei pesci necessari ad alimentarci sono direttamente dipendenti o collegati alla salute della loro "casa", che è appunto la barriera corallina. E si stima che siano oltre 900 milioni le persone in tutto il mondo che dipendono, per il cibo, dalle barriere coralline, quelle che potremmo perdere al 90% entro il 2050 e portare al collasso a fine secolo.

BIODIVERSITÀ

Le biobanche dei coralli che salvano le barriere con la criogenesi

di Paola Arosio

Da tempo la scienza ci sta avvisando che è in atto uno sbiancamento generale dei coralli, soprattutto di quelli a basse profondità, praticamente in tutto il mondo: la causa principale è il riscaldamento delle acque, a sua volta collegato alla crisi climatica alimentata dalle emissioni dell'uomo. Le barriere dell'Atlantico, il Pacifico o l'Oceano Indiano sono oggi costantemente sotto stress e vivono ripetuti momenti di sbiancamento in oceani che assorbono il 90% del calore in eccesso causato dalla combustione dei combustibili fossili. La crisi dei coralli è dunque anche una crisi umanitaria, di quelle che non possiamo in alcun modo sottovalutare. Tant'è che mentre i mari sono sempre più caldi, come il nostro Mediterraneo arrivato a +5 gradi nelle ultime settimane, ogni tentativo per provare a fermare l'innalzamento delle temperature degli oceani viene oggi cavalcato dagli scienziati. Uno di questi, fra i più avanzati, da diversi anni è portato avanti dalla Southern Cross University in Australia che attraverso il programma "Cloud Brightening" sta provando ad escogitare un modo per aiutare la Grande Barriera corallina a riprendersi. Per provare a proteggere parti dell'oceano dal calore estremo gli scienziati guidati dal team di Daniel Harrison, ingegnere, pilota e oceanografo del National Marine Science Center della Southern Cross University, stanno infatti provando letteralmente a sbiancare le nubi marine.