Hanno fatto tutto da soli. Sono andati alla scoperta della loro città, Rovato (BS), ne hanno studiato la storia, i protagonisti, e su questa base hanno costruito una Escape Room diffusa nel centro storico, una specie di caccia al tesoro dove, per andare avanti, bisognava risolvere enigmi artistici e logici. Gli studenti dell’IIS Lorenzo Gigli di Rovato hanno preparato il gioco per un gruppo di coetanei tedeschi ospiti, che si sono molto divertiti. L’iniziativa è nata come nell’ambito del progetto See Meet per il quale l’istituto lombardo ha vinto un premio europeo per il benessere scolastico promosso da Erasmus+ e Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa). «Non è stata solo un’attività divertente» racconta Luisa Provezza, referente Erasmus+ della scuola. «I ragazzi hanno costruito qualcosa di concreto, l’hanno presentato alle istituzioni, sono stati protagonisti del loro apprendimento. Un insieme di fattori che li hanno motivati accendendo il loro interesse».
Star bene a scuola: gli studenti di Rovato ci sono riusciti, grazie a una didattica innovativa e al coinvolgimento degli insegnanti. Ma che cosa significa, nella quotidianità? A scuola i ragazzi spesso non si sentono a proprio agio. Entrano in aula controvoglia, dormicchiano durante la lezione, vanno in crisi se interrogati senza preavviso, si chiudono in se stessi e, quando tornano a casa, finiscono in cameretta a scrollare i social.







