I lavori del parlamento riprenderanno appieno a partire dal 9 settembre, dopo la pausa agostana. E saranno animati principalmente dagli stessi temi che avevano generato polemiche nelle scorse settimane: la legge elettorale, anzitutto, e lo scostamento di bilancio per le spese energetiche e militari. Ma succederanno cose anche dentro ai partiti: soprattutto nella Lega di Matteo Salvini che è in crisi, ma anche nel centrosinistra che deve decidere chi candidare alla presidenza del Consiglio.

La legge elettorale è il tema più delicato. È una riforma a cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dimostrato di tenere moltissimo, e che vuole approvare in tempi rapidi, anche a costo di forzature con gli alleati. Ma dentro Forza Italia e Lega ci sono grosse resistenze: soprattutto rispetto all’eventuale introduzione delle preferenze, cioè il meccanismo per cui l’elettore può indicare direttamente il candidato sulla scheda elettorale, come avviene alle regionali e alle europee.

Fratelli d’Italia aveva tentato di inserirle, sia pure con un sistema un po’ contorto, attraverso un emendamento non condiviso con Lega e Forza Italia. Era successo alla Camera, dove sulle questioni elettorali si vota a scrutinio segreto, e quell’emendamento fu bocciato. La maggioranza si divise, e il governo fu battuto in modo clamoroso.