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Ad agosto la politica segue un po’ le tendenze generali del resto del paese, adeguandosi ai suoi ritmi e alle sue abitudini: e quindi, in sintesi, va in vacanza. Non significa che tutta l’attività dei parlamentari o dei rappresentanti del governo sia sospesa: avviene però per lo più lontano dai palazzi romani o dalle sedi istituzionali.
Giorgia Meloni, per esempio, dalla sua vacanza in Grecia, ha dovuto collegarsi per una serie di delicate videoconferenze coi leader europei, con Volodymyr Zelensky e con Donald Trump in vista dell’incontro tra il presidente statunitense e quello russo Vladimir Putin previsto per ferragosto in Alaska. Altre questioni meno rilevanti, come quella sul rincaro dei prezzi degli stabilimenti balneari e sui dati relativi al turismo, alimentano polemiche più o meno strumentali che tengono distrattamente impegnati i vari dirigenti di partito.
Ma un po’ tutti, sia nella maggioranza sia nell’opposizione, sanno che il confronto e lo scontro politico riprenderanno davvero a settembre, e si concentreranno principalmente su tre temi: le varie elezioni regionali che si terranno in autunno, il dibattito sulla riforma della giustizia e l’autorizzazione a procedere per i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano sul caso Almasri.







