La battaglia
Ottavia Munari
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Montecitorio e Palazzo Madama chiusi per ferie. Ma state tranquilli: a settembre i dibattiti torneranno ancor più caldi di prima. Il test all’ingresso è già fissato. Il 9 settembre la legge elettorale approderà in Aula al Senato. È da approvare entro metà mese, per giungere alla Camera per la terza lettura prima dell’avvio della sessione di bilancio.
La maggioranza preferisce evitare pericolosi incroci, visto come è andata alla prima lettura. L’intesa ora c’è. Le preferenze saranno introdotte e non solo: sarà obbligatorio rispettare l’alternanza di genere con la proporzione di 60 e 40% nelle liste dei partiti e nel famoso “listone” previsto col premio di maggioranza. Premio che, sondaggi e sensazioni alla mano, guardando le attuali alleanze, per ora nessuno riuscirà ad acciuffare. Tra i capilista bloccati, l’alternanza non è obbligatoria, e ciò ha fatto infuriare non poco la sinistra. La senatrice del Partito democratico Valeria Valente si è detta pronta a smascherare questo “bluff”, e la collega alla Camera Chiara Braga ha bollato l’idea come “ennesima presa in giro nei confronti delle donne”. Malumori sono stati registrati anche tra le fila degli azzurri e del Carroccio.








