SANTA GIUSTINA - Una stazione rinnovata, moderna, dotata di sottopassaggio, illuminazione e nuove infrastrutture, ma ancora alle prese con una questione che riguarda direttamente il diritto alla mobilità: l’accessibilità al binario 2. A riaccendere l’attenzione è stato, nei giorni scorsi, anche un post pubblicato sui social da un cittadino, che ha posto una domanda tanto semplice quanto concreta: «Come può una persona con disabilità, un anziano con difficoltà motorie o una mamma con un passeggino raggiungere il treno al binario 2?». Nel messaggio si evidenzia l’assenza di una rampa e di un ascensore e si chiede all’amministrazione comunale, e in particolare al sindaco Ivan Minella, di intervenire.
LA LETTERA La risposta del primo cittadino non è arrivata, però, soltanto sui social. La questione era già stata formalmente sottoposta a Rfi e Regione del Veneto con una lettera datata 14 agosto, nella quale il Comune chiede di riaprire il confronto sulla piena accessibilità della stazione. Il nodo sono gli ascensori di collegamento al binario 2. Il Comune ricorda di aver segnalato la problematica, arrivando anche a interessare la Prefettura di Belluno. Nei precedenti riscontri, Rfi aveva comunicato che le strutture necessarie all’installazione degli ascensori erano già state predisposte e che il completamento dell’opera sarebbe rientrato in successivi interventi di miglioramento infrastrutturale, subordinati alla disponibilità dei finanziamenti. Da allora non sono però arrivati aggiornamenti né sulla disponibilità delle risorse, né sulla programmazione dell’intervento. I DISAGI Il sindaco Minella torna quindi a chiedere una risposta chiara. «L’assenza dell’ascensore continua a determinare situazioni di particolare difficoltà per persone con disabilità o ridotta mobilità, anziani e altri utenti che non possono utilizzare autonomamente le scale», scrive nella lettera. E non si tratta, secondo il Comune, di una difficoltà soltanto teorica. In diverse occasioni si è reso necessario prestare assistenza agli utenti, anche durante l’inverno, nel periodo delle Olimpiadi e più recentemente nel corso dell’estate. Per questo l’amministrazione ritiene che l’accessibilità non possa più essere considerata un semplice intervento di miglioramento, ma una necessità concreta per garantire il pieno utilizzo della stazione. L’INTERMODALITÀ C’è poi un secondo elemento che rende la questione ancora più attuale: il ruolo della stazione nel sistema della mobilità della Valbelluna. La sua posizione, la vicinanza alla principale direttrice ciclabile della vallata e il progressivo sviluppo dell’integrazione tra treno e bicicletta ne hanno ampliato il bacino di utenza, andando oltre la sola comunità locale. L’impossibilità di raggiungere agevolmente il secondo binario rappresenta dunque anche un ostacolo allo sviluppo dell’intermodalità che le istituzioni stanno cercando di promuovere. LA RICHIESTA Il Comune chiede ora a Rfi e Regione Veneto un aggiornamento definitivo sulla programmazione dell’intervento e si dice disponibile a un incontro congiunto. Dopo anni di interlocuzioni, l’amministrazione torna quindi a sollecitare tempi certi per rendere finalmente pienamente accessibile il secondo binario della stazione.








