PINZOLO. «L'uso politico dell'Islam, a mio avviso, sarà il problema per i nostri figli per i prossimi 50 anni». Matteo Salvini, dal palco della festa della Lega a Pinzolo, dedica una parte del suo intervento all'immigrazione e al rapporto tra religione, integrazione e diritti.

«Non possiamo aprire le porte di casa nostra a chi usa la sua religione per cancellare i nostri diritti e le nostre libertà», afferma Salvini, che respinge la definizione di islamofobo. Il leader della Lega sostiene che non tutti i musulmani rappresentino un pericolo, ma richiama il rischio della radicalizzazione islamista in Europa.

Da qui la proposta di fissare criteri più restrittivi per l'immigrazione, privilegiando, secondo Salvini, gli arrivi «da Paesi culturalmente e religiosamente più vicini a noi», in particolare da Stati di tradizione cristiana e cattolica. Il vicepremier lega questa posizione alla difesa dei simboli religiosi cristiani presenti sul territorio.

Nel suo intervento Salvini affronta anche il tema dei diritti delle persone omosessuali e delle adozioni. «A me non interessa se sei eterosessuale, omosessuale, transessuale, polisessuale», afferma, indicando però come proprio «paletto» quello delle adozioni: «Per quello che mi riguarda, i figli che vengono al mondo sono la mamma e il papà».