Il vicepremier apre alla proposta di un "direttorio" per dare nuova linfa al partito. Muro contro Berlino: «Non riprenderemo un solo migrante»
«La Germania non ha diritto di mandarci indietro un solo immigrato irregolare fino a che ci sono delle navi di Ong tedesche in giro per il Mediterraneo a scaricare migliaia di clandestini in Italia e in Europa. Prima risolvi i problemi delle navi a cui hai dato la bandiera e poi parliamo di tutto il resto». Così il vicepremier Matteo Salvini ringhia contro Berlino dalla festa della Lega a Pinzolo. Il nodo, come noto, è quello dei “dublinanti” che la Germania (e non solo) vorrebbe rispedire in Italia. Per dimostrare la giustezza della linea sovranista sul nodo migranti, Salvini si rifa per una volta all’esempio di Peter Magyar. «Il nuovo governo ungherese, che non è più di quel cattivone di Orban, perché Orban era il diavolo per l’Ue, ieri ha dichiarato che non prenderà neanche un immigrato clandestino in Ungheria. Ed è il governo che voleva l’Europa, non è il governo di Salvini, di quelli brutti e cattivi. Quindi se lo dicono in Ungheria possiamo dirlo e attuarlo», sottolinea il vicepremier.
La proposta di legge sui reati gravi di stranieri
Sul tema migranti Salvini rilancia poi un cavallo di battaglia della Lega che si appresta ad approdare in Parlamento. «Grazie alla Lega, a ottobre di quest’anno, quindi manca un mese e mezzo, arriverà al voto una proposta di legge che abbiamo chiesto noi: la possibilità di revocare il permesso di soggiorno e la cittadinanza agli stranieri che commettono dei gravi reati», rilancia il leader del Carroccio. Perché io ti do il permesso di soggiorno, ti do la cittadinanza, ti do fiducia e se poi stupri o ammazzi la fiducia viene meno. Ad oggi io non posso revocare la cittadinanza se non per reati legati al terrorismo».










