Milano, 22 ago. (askanews) – Tra settembre e ottobre l’Istria croata concentra in poche settimane alcuni degli appuntamenti che raccontano il rapporto fra agricoltura, cucina e territorio. Il tartufo bianco resta il prodotto più riconoscibile della stagione, ma accanto alla raccolta nei boschi della valle del Quieto trovano spazio il prosciutto istriano, il Terrano, l’olio extravergine d’oliva, grappe e liquori, gin e birre artigianali. Produzioni nate in epoche e contesti diversi, distribuite tra l’entroterra agricolo e forestale e la fascia costiera.

Il calendario si apre il 5 settembre nella foresta di Montona con l’avvio della stagione del tartufo bianco. È qui, nell’entroterra compreso tra Buje (Buie), Buzet (Pinguente) e Pazin (Pisino), che si trova una delle aree istriane maggiormente associate alla raccolta. La foresta occupa il fondovalle del Mirna, il Quieto in italiano, e conserva ambienti planiziali umidi nei quali farnia e frassino ossifillo figurano tra le specie arboree caratteristiche. La presenza dell’acqua, la natura dei suoli e la copertura forestale concorrono alle condizioni favorevoli alla crescita del tartufo.

L’area ha subito nel tempo trasformazioni legate alla regolazione delle acque e alle infrastrutture, che hanno modificato parte dell’originario assetto del fondovalle. La foresta e la valle del Quieto rientrano oggi anche nella rete ecologica Natura 2000. In questo ambiente lavorano i tartufai con i cani addestrati: il 5 settembre l’apertura della stagione prevede una ricerca nel bosco seguita da degustazioni.