Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiVrbo, piattaforma di locazioni brevi controllata dal gruppo Expedia, versa 133 milioni di euro (156 milioni di dollari) al Fisco italiano per chiudere il contenzioso sulle ritenute omesse tra il 2017 e il 2023. Dopo Airbnb e Booking (si veda ItaliaOggi del 15 agosto), anche Vrbo regolarizza la propria posizione con l'Agenzia delle entrate. L'accordo, siglato a dicembre 2025 ed emerso dal bilancio depositato negli Stati Uniti alla Sec (Securities and Exchange Commission), riapre ora la partita dei rimborsi e delle tutele tributarie a favore dei singoli locatori.

Nel luglio 2025, la Guardia di finanza di Milano ha notificato un accertamento nei confronti di Expedia Group Inc., società statunitense che controlla il portale di prenotazioni Vrbo, contestando ritenute non versate sui redditi da locazione breve (ai sensi del Dl 50/2017) per gli anni dal 2017 al 2023 per 150 milioni di euro, escluse sanzioni e interessi. Nel terzo trimestre del 2025, Expedia Group ha avviato trattative con l'Agenzia delle entrate, accantonando 90 milioni di dollari nelle riserve legali. Il 10 dicembre 2025 il gruppo ha raggiunto un accordo con le autorità fiscali italiane e versato 156 milioni di dollari (circa 133 milioni di euro) per gli anni fiscali dal 2017 al 2023.